
Barbados è l’unica isola caraibica ad avere subito il dominio di una sola potenza coloniale: trecento anni di ininterrotta dominazione inglese, una grande stabilità sociale (l’isola è la terza democrazia della storia: il primo parlamento risale infatti al 1639) e l’assenza di guerre hanno fatto di Barbados un prospero angolo tropicale i cui abitanti -i Bajan- godono delle condizioni socioeconomiche più elevate di tutte le Antille. Presupposto che ha favorito lo sviluppo di una concreta attenzione per il territorio, dal punto di vista sia culturale sia naturalistico: ne è un esempio l’attività del Barbados National Trust, l’organizzazione non profit nata nel 1961 e sancita da un atto del parlamento, per la preservazione dei siti di interesse storico ed ecologico.
Le spiagge occidentali avvolgono Barbados in un nastro di sabbia candida, mentre nella costa orientale gli scogli ricevono le onde prepotenti dell’oceano Atlantico. Quasi tutta l’isola è circondata da barriere coralline. Al suo interno presenta un profilo molto morbido, costituito da dolci colline che raggiungono la massima elevazione nella zona di nordest, denominata Scotland District, con il monte Hillaby (340 m). Dopo essere stata disboscata dagli inglesi nel XVII secolo, l’isola è prevalentemente coltivata a canna da zucchero, le cui piantagioni, che si alternano ai campi di cotone e ai terreni adibiti a pascolo, definiscono il tipico paesaggio dell’interno. Come in tutte le isole gli uccelli marini dominano le coste. Sono soprattutto uccelli migratori e trampolieri provenienti dal nord America che si fermano a riposare a Barbados prima di andare a svernare nell’America meridionale.
La gastronomia locale è variegata e invitante, gustoso mix di culture diverse. Fra le specialità, la zuppa di callaloo, preparata con le foglie del dasheen (un tubero, il taro). Le foglie di questa pianta hanno un sapore simile agli spinaci; il tubero viene cucinato bollito e mangiato come una patata. Fra i dolci ricordiamo le banane fritte, il pane al cocco e la torta al cocco. L’albero del pane, originario di Tahiti, produce un frutto verde e rotondo che viene cucinato come una patata. Il pesce più comune, orgoglio e gioia di Barbados, è il flying fish il pesce volante. Il liquore più diffuso a Barbados è il rum, distillato della canna da zucchero e la seconda fonte di sostentamento degli isolani. Il rum segue la vita e il ritmo dell’isola: gli spacci sono ovunque ed è immancabile in caso di festeggiamenti. Svariate le etichette, tra le quali il famoso Mount Gay Rum e il Cockspur Rum. Altra bevanda famosissima e molto utilizzata nella preparazione degli ottimi e colorati cocktail barbadiani è il Malibu che si può trovare al gusto cocco o lime.
Tutte le spiagge di Barbados sono pubbliche e ognuna ha qualcosa di speciale. Le loro caratteristiche variano principalmente sulla base della posizione geografica: molto diverse infatti le spiagge della costa occidentale che si bagnano nel Mar dei Caraibi, dall’aspetto tipicamente “caraibico”, da quelle della costa orientale lambite dalle onde dell’oceano Atlantico, in un paesaggio selvaggio e frastagliato. E, ancora, particolari le spiagge della vivace costa sud, servitissime e adatte alle famiglie e soprattutto ai giovani che cercano locali, negozi e divertimento.
Per gli amanti dello sport Barbados offre solo l’imbarazzo della scelta, dagli sport di terra a quelli acquatici vi sono possibilità per tutti i gusti. A Silver Rock si trova la rinomata scuola di windsurf, surf e kitesurf, di Brian Talma, soprannominato anche Irie Man. Lo straordinario giovane campione, considerato tra gli eroi di Barbados, ha contribuito come pochi altri alla promozione del windsurf attraverso l’invenzione di manovre acrobatiche mozzafiato. Terreno pianeggiante con moderate ondulazioni e temperature miti rendono Barbados perfetta anche per il ciclismo, sia su strada sia in mountain bike. Il gioco del Polo a Barbados risale al 1800, quando gli ufficiali inglesi giocavano nel Garrison Savannah e fondarono il Barbados Polo Club.